«Non sono Superman» risponde ai giornalisti Tadej Pogacar in cima al Mont Ventoux, dove ha appena demolito il record di scalata. Jonas Vingegaard ha tentato di scalfire il predominio dello sloveno con quattro attacchi, ma senza guadagnare un metro.
Anzi, poco prima del traguardo Tadej piazza lo sprint staccando di altri due secondi il danese. Jonas taglia così il traguardo con una smorfia di sofferenza, prima di finire a terra a causa di un fotografo. Oltre alla sconfitta Vingegaard riporta anche una lieve contusione a una spalla.
Alla base del Monte Pelato, Pogi e Vingo avevano 6’ di distacco dai fuggitivi, al traguardo soltanto 43 secondi. Negli ultimi 15 chilometri entrambi riprendono quasi tutti. Staccano addirittura di 1’15” il record di Marco Pantani stabilito trent’anni fa.
In qualche tratto della salita c’è persino stato un momento in cui Tadej sembrava aver stretto i denti. Dal canto suo Vingegaard ha utilizzato la squadra e non ha risparmiato attacchi. Ma dopo il traguardo il danese ha alzato bandiera bianca.

Intanto il drappello degli attaccanti sono in lotta per evitare di essere divorati dai due cannibali. Con Julian Alaphilippe a cercare di rimediare alla gaffe di Carcassonne. Ben Healy a voler bissare il successo in Normandia. Enric Mas a dimostrare che lui e il ciclismo spagnolo non sono bolliti. Valentin Paret-Peintre che infine regala un successo salvifico ai francesi.
Il Ventoux ha fatto male a Tobias Johannessen. Il norvegese dopo l’arrivo ha fatto ricorso all’ossigeno e poi al ricovero in ospedale. Prima del via in ospedale ci va pure Mathieu Van Der Poel per una polmonite che l’ha costretto al ritiro.
Resta il senso di un’occasione mancata, anche se lo sloveno non la pensa così. «Paret-Peintre ha meritato la vittoria. Non siamo riusciti a gestire la corsa in pianura. È difficile in questo tipo di tappe quando ci sono tanti corridori che vogliono andare in fuga. Abbiamo cercato perciò di non sprecare troppe energie come squadra. Alla fine, ho visto Paret-Peintre nello spogliatoio: è stato bello vederlo così felice. Nel 2021 avevo avuto una brutta giornata sul Ventoux. Oggi è stato il contrario, mi sono goduto questa salita fino all’ultimo metro».
A questo Tour oramai restano due tappe alpine: Courchevel e La Plagne, poi il verdetto sarà definitivo. Finora Pogacar si conferma di un livello superiore e i distacchi lo confermano. Vedi il terzo della generale Lipowitz. Il tedesco, pur essendo una rivelazione, si trova a oltre nove minuti da Tadej.
In ogni caso sarebbe un errore considerare questo Tour finito. La tappa odierna, finale a Valence, non dovrebbe offrire sorprese sul fronte della classifica. Ma subito dopo ci sono due arrivi in salita tosti sulle Alpi.
Tadej cercherà di lasciare il segno sul Col de la Loze, oppure vorrà stupire attaccando a Montmartre l’ultimo giorno. In realtà per Pogi l’obiettivo resta quello di portare a casa il quarto Tour. Riguardo a Jonas Vingegaard, va applaudito per non essersi mai scoraggiato. E questo nonostante non sia mai riuscito finora ad arrivare davanti al grande rivale. Insomma, lo spettacolo ancora non è finito.
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