Tadej Pogacar: «La Visma ha tentato di fare la differenza ma non è bastato. In una tappa del genere non è facile. Sono felice perché ho tenuto la maglia gialla ed ho pure guadagnato qualche secondo. La Plagne sarà un’altra grande giornata, con uno scenario simile. Devo restare concentrato: c’è da difendere la maglia gialla».
La montagna regina del Tour, Col de La Loze, premia l’audacia di Ben O’connor. L’australiano, con un attacco da lontano, conquista il tetto di Francia. Soltanto 34 corridori sono arrivati entro mezz’ora dal vincitore, metà è finita oltre.

Dal 1969 con Eddie Merckx non c’erano così pochi corridori, cioè quattordici, entro un’ora di distacco. La battaglia dei velocisti contro il tempo massimo è vinta per un minuto. Ad aspettare e incoraggiare sulla linea bianca Simone Consonni, ultimo, c’era tutta la sua Lidl-Trek.
In gara il piano tattico della Visma riesce ad isolare Pogacar sul Col de La Madeleine. Il team olandese lancia poi in un attacco suicida l’americano Jorgenson. Al termine della discesa però lo sloveno recupera tutti i suoi gregari.
E dopo più di quattro ore passate a guardare il numero di Jonas Vingegaard, Tadej decide di regalare un altro finale movimentato. Il padrone del Tour si alza sui pedali, saluta la compagnia, infine raggiunge e sorpassa a doppia velocità Rubio.
Il secondo posto conquistato dallo sloveno scava così un ulteriore solco nel distacco del danese, distante ora a 4’26”. In tutto il Tour Vingegaard non ha mai staccato di un metro Pogacar. Basterebbe questo dato a spegnere qualsiasi speranza di ribaltone.
Ma non è ancora finita. Non resta che guardare la tappa di oggi con l’ultimo arrivo in salita a La Plagne. Ultima chance per Jonas Vingegaard e i suoi di lasciare il segno.
«È stata una tappa brutale con 5 ore in sella. Mi sentivo bene e anche la mia squadra era al top. La Visma ha tentato l’impossibile ma non è bastato. Il Tour non è ancora chiuso e può accadere di tutto. Con Pogacar sono alla pari anche se guadagna qualcosa in volata».
Intanto Tadej supera Jacques Anquetil, 52 giorni in maglia gialla. Oggi vincendo potrebbe agganciare André Darrigade a 22 vittorie di tappa. «Conto i giorni anzi le ore che mancano a Parigi perché sono stanchissimo» dichiara Pogi, fenomeno in giallo.
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