Qual è la sintesi del primo tappone di questo Tour de France? Tadej Pogacar ha umiliato abbastanza i suoi avversari?
Il campione del mondo ha già in tasca il suo quinto Tour de France, come Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain?
Tadej e gli uomini della UAE Emirates mettono le cose in chiaro. Isaac Del Toro lancia Pogacar a 4,7 chilometri dalla vetta del Tourmalet. A oltre 40 all’arrivo parte l’assolo dello sloveno.
Pogacar è un fenomeno pure in discesa – punte di 100,2 km all’ora – e verso l’ascesa finale il margine si è dilatato definitivamente.

Alle sue spalle Vingegaard chiude secondo, a 2’38”. Il resto, alla spicciolata, più indietro. Maglia gialla ripresa per Pogacar e al momento Tour chiuso.
«Ero concentrato su me stesso, ho corso il rischio di saltare ma non mi interessava. Siamo riusciti a mettere in atto la nostra strategia e ha funzionato molto bene. Una delle mie imprese più grandi».
Pogacar è andato oltre 41 di media, facendo segnare un tempo migliore della sua ultima vittoria risalente al 2023. Lo sloveno in quell’anno si impose su Jonas Vingegaard per 24 secondi. Il danese riuscì poi a indossare la maglia gialla.
Il Tourmalet è uno dei luoghi più iconici della storia del ciclismo. Situato nel cuore dei Pirenei francesi a 2.115 metri di altitudine, la sua leggenda nasce al Tour del 1910.
Negli anni Quaranta e Cinquanta è stato il teatro della memorabile rivalità tra Gino Bartali e Fausto Coppi. Negli anni successivi campioni come Eddy Merckx e Miguel Indurain hanno contribuito ad alimentarne il mito.
Oggi è teatro di battaglia tra Tadej e Jonas e delle fughe possibili. Tuttavia, il gran caldo non frena la sete di vittoria di Tadej che è sempre a caccia di record.
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