Al Giro è tripletta azzurra

È accaduto di tutto ieri al Giro d’Italia tra Trento e San Valentino di Brentonico. Cadute, crisi di fame e ribaltamento della classifica generale.

La prima tappa di montagna riapre il Giro e fa persino risplendere il ciclismo italiano. Christian Scaroni e Lorenzo Fortunato, compagni di squadra alla XDS Astana giungono al traguardo mano nella mano.

Alla partenza di Piazzola, Lorenzo Fortunato e Christian Scaroni avevano sottoscritto un patto. “Io Christian aiuto te Lorenzo a racimolare punti per la maglia azzurra, tu Lorenzo mi dai una mano a vincere la tappa”. Così è stato.

La vittoria di tappa va a Scaroni che precede Fortunato in maglia azzurra di miglior scalatore. «Potevo vincere e prendere il mio giorno di gloria. Ma una tappa in più non mi avrebbe cambiato la vita – le parole di Fortunato -. Al contrario mi avrebbe cambiato il rapporto con i compagni di team. Loro mi aiutano, io devo ripagarli in qualche maniera. È un piazzamento d’onore che vale più di avere alzato le braccia».

In ogni caso a vincere è il ciclismo azzurro. «Alla partenza pioveva e in giornate difficili tendo a dare il massimo – ha spiegato Scaroni -. Nel finale le gambe non giravano più come all’inizio. Ho parlato con Lorenzo ed è stato un uomo di parola e io gli sarò eternamente grato. Quest’anno sono partito alla grande grazie a tre successi. Poi dopo un’infortunio ho ricominciato».

Scaroni nel 2021 rimase senza squadra per il boicottaggio allo sport russo quando correva per la Gazprom. Inoltre a marzo ha rischiato la pelle in una caduta alla Strade Bianche. Ma non si è mai arreso.

A completare il festival italiano è il terzo posto di Giulio Pellizzari. Il marchigiano, 21 anni, non dovendo più correre al servizio di Roglic è stato il più forte. Ora Pellizzari è nono a 4’36”, ma se non avesse dovuto stare sempre accanto a Roglic sarebbe molto più avanti.

Tre italiani a primi tre posti dell’ordine d’arrivo non si vedevano da Pinerolo 2016 (Trentin, Moreno Moser e Brambilla). Nelle tappe di montagna bisogna tornare al Giro del 2010, quando Scarponi riuscì a precedere Basso e Nibali all’Aprica.

La tappa di Brentonico ha detto che il Giro d’Italia è ancora aperto. Complice il ritiro di Primoz Roglic e il quarto d’ora preso da Juan Ayuso. Inoltre la maglia rosa di Isaac Del Toro traballa. Il messicano non ha saputo rispondere alle progressioni di Richard Carapaz e Simon Yates.

Nonostante Del Toro abbia cercato di difendersi, Yates lo bracca a 26” mentre Carapaz è lì a 31”. Oggi ci sono le asperità di Tonale e Mortirolo verso il traguardo di Bormio. Difficile dunque non ipotizzare un cambio della maglia rosa. Per adesso i favoriti restano Carapaz e Yates, due lupi di montagna con tanta esperienza.

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