È un Giro in equilibrio e che lascia spazio all’immaginazione su tutto ciò che potrebbe ancora accadere. Tuttavia in confronto al Giro vinto da Tadej Pogacar questo è stato meno emozionante.
In ciascuna tappa si è visto un ciclismo regolare, fatto di attesa e scene noiose. Insomma, senza gli show della stagione passata di Tadej Pogacar, è stata una corsa monotona.

Con ogni probabilità la maglia rosa tornerà di nuovo in casa Emirates grazie a Isaac Del Toro. Il messicano, 21 anni, appena due gironi fa era dato per finito in seguito la crisi sul San Valentino.
«Martedì, verso San Valentino, ho avuto una giornata negativa – dice Del Toro -. Non so che cosa mi sia successo. I rivali hanno provato a mettermi sempre in difficoltà. Ma ho risposto bene e ora mi sento più sicuro».
Un plebiscito di opinioni davano per favorito Richard Carapaz, più avvezzo alle salite lunghe. Nella tappa di ieri, Biella – Champluc, l’ecuadoriano ci ha provato ai meno sette dal traguardo.
Alla sua ruota però gli resta agganciato Del Toro. La maglia rosa lo batte poi in volata riuscendo guadagnare altri due secondi. Nel frattempo il transalpino Nicolas Prodhomme, uno dei fuggitivi, è bravo ad aggiudicarsi la tappa con 5.000 metri di dislivello.
«Ho voluto provarci – l’analisi di Carapaz – ma alla fine credo che tutti siamo arrivati nelle posizioni che ci meritavamo. Nel finale io e Isaac abbiamo guadagnato qualche secondo in classifica, sono contento. Sul Colle delle Finestre oggi sarà una giornata diversa, la salita è più lunga e impegnativa. Vedremo».
Il Giro d’Italia, anche se colpita dalla noia, resta comunque la corsa più bella e amata nel Paese più bello.
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