«Sul pavé, quando ho visto che mi stavo avvicinando a Tadej, sapevo che dovevo insistere. Tuttavia in gara non è importante sapere chi stai raggiungendo. Devi andare il più veloce possibile». Parola di Remco Evenepoel, l’uomo più forte a cronometro.
Quella che doveva essere la sfida mondiale contro il tempo ha avuto un solo protagonista, Remco Evenepoel. Alla crono iridata di Kigali, in Ruanda, il belga è stato pazzesco. Ai meno 2 km dei 40,6 previsti, su un tratto di salita in pavé, Remco raggiunge e sorpassa Tadej Pogacar. Lo sloveno era partito 2 minuti e mezzo prima di lui.

Nel giorno del 27° compleanno Pogacar sperava di impensierire Remco. Al posto di un duello però si è visto un monologo. Per il belga è stata una grande vittoria, la terza consecutiva nel Mondiale crono. Da tre stagioni, Remco è il numero uno delle gare contro il tempo e lo ha dimostrato anche alla crono Olimpica di Parigi.
Nell’ultimo Tour de France, Pogacar aveva perso da Evenepoel la crono di Caen, ma gli aveva concesso 16” su 33 chilometri di gara. Mezzo secondo ogni mille metri. Ieri in Ruanda, Tadej ha perso 4” a chilometro.
Pogacar oltre al danno subisce pure la beffa. Lo sloveno resta fuori dal podio per poco più di 1 secondo. L’argento va all’australiano Jay Vine a 1’14”, mentre Van Wilder a 2’36” col bronzo completa la festa del Belgio.
Evenepoel divora la crono sul filo dei 49 di media su un percorso molto esigente con 680 metri di dislivello. Oltre la sfida di pedalare ai 1500 metri di altitudine.
«La sensazione che avevo era ottima dai primi chilometri di gara – spiega Evenepoel -. In pianura le gambe giravano alla grande. La prima salita era dura e ho spinto al massimo. Poi ho visto che il distacco era notevole e mi sono detto che dovevo mantenere quel ritmo. È stato difficile, soprattutto sul pavé. A un certo punto ho iniziato a odiare quei ciottoli, ma ho vinto ed è ciò che conta».
In vista della gara in linea di domenica adesso Pogacar cercherà di difendere la maglia iridata. Sul piano psicologico lo sloveno parte svantaggiato. Evenepoel, al contrario, punterà con più fiducia alla doppietta che lo scorso anno gli è riuscita ai Giochi di Parigi. La sfida è aperta.
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