Fino a qualche tempo fa ci si chiedeva se il tennis sarebbe sopravvissuto al ritiro di Federer, all’addio di Nadal o al declino di Djokovic.
Grazie alle sfide tra Sinner e Alcaraz il problema non si pone. Vedi le masse pronte a mobilitarsi solo per vederli giocare l’uno contro l’altro. D’altronde assistere a una partita di tennis tra lo spagnolo e l’azzurro è come vivere un’esperienza memorabile.

Chi tra i due è il più forte? Di fronte a carriere che prospettano anni di dominio, saranno i risultati a parlare. Tuttavia esistono un paio di dati che confermano l’incredibile equilibrio della loro rivalità.
Entrambi hanno conquistato lo stesso numero di tornei, cioè ventiquattro. Nei loro 16 confronti diretti hanno giocato 3302 punti, con un esito di 1651 a testa.
Il Maestro Siiner intanto sale in cattedra vincendo le Finals per la seconda volta consecutiva. Jannik, il campionissimo, conquista la finalissima dopo una partita vissuta sul filo dell’incertezza.
Carlos Alcaraz, il rivale, torna a casa da Torino con il numero uno del mondo nella sacca. Consapevole però che la contesa per il trono del tennis è più che mai aperta.
L’azzurro l’ha battuto sul suo terreno, quello della potenza pura mettendoci quel qualcosa in più nei momenti cruciali del match. Dettagli come un pallonetto nel tie break del primo set che hanno fatto la differenza.
Questo è il tennis di oggi dove i giocatori sono interpreti di una battaglia fatta a colpi di mazzate da fondo campo. Oltre a velocità supersoniche, accentuate dalla superficie del campo vellutato.
La corsa al vertice sarà uno dei temi dominanti della stagione che verrà, accanto ovviamente alla solita caccia agli Slam. Ad ogni modo il ranking è una variabile dipendente dai risultati. Partiamo dai numeri: Alcaraz guida la classifica con 12.050 punti, 550 di vantaggio sul rivale italiano.
Il 2026, Sinner di certo punta alla conquista della terra rossa, in una superficie meno congeniale per le sue caratteristiche. Insomma, la sfida è riuscire a diventare un giocatore completo e moderno. Sul calendario ci sono due appuntamenti. Gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros.
Conquistare Roma vorrebbe dire vincere di nuovo in Italia e per di più al Foro Italico. Qui Jannik non è riuscito ad alzare la coppa ed è determinato a saldare anche questo debito con i suoi tifosi. Parigi, poi è lo Slam perso l’anno scorso in un modo incredibile per mano di Alcaraz. Uno Slam buttato via dopo aver fallito tre match point consecutivi.
Dal punto di vista tecnico, ci aspettiamo un Jannik sempre più in evoluzione. Una volta sistemato il servizio, ecco che sarà necessario affinare la discesa a rete con conseguente volée o smash.
Ora Sinner può riporre la racchetta nel fodero. La pallina passa ai compagni di Davis. A Bologna Berrettini, Sonego, Cobolli, Bolelli e Vavassori hanno l’occasione di superarsi. Il team azzurro cercherà di compiere un’impresa ai limiti dell’impossibile. L’obiettivo è mettere le mani ancora una volta sulla Coppa Davis.
Vincerla per il terzo anno consecutivo e sopratutto in casa, sarebbe il massimo. Forse è un sogno, ma il tennis italiano ha la capacità di trasformare i sogni in realtà.
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