Festa a Bologna con Matteo e Flavio: 2-0 alla Spagna e Azzurri nella storia grazie al tris consecutivo in Coppa Davis.

Ecco l’Italia del tennis, degli amici Matteo Berrettini e Flavio Cobolli che si conoscono da bambini e di Lorenzo Sonego. Una nazionale formato famiglia che lotta con il cuore.
L’Italia fa sua la terza coppa Davis di fila. Un’impresa che negli ultimi 53 anni non è riuscita a nessun’altra nazionale. È stata una vittoria ancor più bella perché ottenuta in casa e senza i nostri due migliori giocatori. E cioè Jannik Sinner, vincitore di quattro Slam e due Finals in 24 mesi e il n.8 Atp Lorenzo Musetti.
Ciò dimostra che il tennis azzurro è in grado di garantire una elevata qualità di gioco in assenza di un fenomeno ed un campionissimo. In un mondo dove il tennis è cambiato e corre più veloce, la Davis resta sempre capace di offrire momenti unici.
Gli eroi di oggi si chiamano Matteo Berrettini e Flavio Cobolli. L’abbraccio tra i due subito dopo la vittoria, ha suscitato tra i tifosi grandi emozioni. È il trionfo di un gruppo capace di amalgamare talento e disciplina guidata dal ct Volandri. Ovvero, uno dei più grandi condottieri della storia del tennis mondiale.
È il successo di un movimento che alza un’altra volta l’insalatiera più famosa del mondo. Ci credeva Volandri e il risultato gli ha dato ragione.
Il Trofeo d’argento resta in Italia per la quarta volta nella storia. Magari qualcuno dirà che non è la Coppa Davis di una volta. Vero, però i campioni del mondo siamo noi. Insomma, l’Italia del tennis adesso può guardare tutti dall’alto in basso.
Il periodo magico prosegue e il futuro sembra sorridere a questa splendida nazionale. La stagione ora va in letargo ma c’è già voglia che si ricominci presto a giocare.
Alla fine ha vinto la squadra che più delle concorrenti aveva altri giocatori pronti a diventare protagonisti, campioni anch’essi. Tre vittorie ai singolari, senza mai chiedere il sostegno del doppio.
Berrettini e Cobolli hanno ottenuto un risultato che nemmeno nelle precedenti vittorie era stato così rotondo. Hanno messo in campo testa, fisico e cuore, le armi che servono in Coppa. Due grandi combattenti che ci si augura di ritrovare anche nei grandi tornei. Avanti così….
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