VINGEGAARD IPOTECA LA ROSA…Tappa e maglia rosa sulle spalle di Jonas Vingegaard dopo due settimane di gara. Il danese è troppo più forte rispetto al resto del gruppo. «Non credo di sminuire il Giro se dico che il Tour è la corsa più grande. Ma ho sempre sognato di indossare la maglia rosa ed è fantastica poterla portare».
Da Aosta a Pila, Jonas stacca tutti e conquista il terzo successo di tappa dopo quelli di Blockhaus e Corno alle Scale. Vingegaard va al comando della classifica, con 2’26” sulla ex maglia rosa Eulalio.

L’avventura di Afonso Eulalio termina dopo nove giorni. Il corridore portoghese cede le armi con onore a circa tre minuti dal vincitore. Eulalio conserva ancora la piazza d’onore e la maglia bianca di miglior giovane. Gli sarà difficile però difendere entrambe. Nel frattempo il ragazzino si è già guadagnato un contratto fino a quando deciderà di pensionarsi.
Il danese rifila altri 49” a Gall e 58” a Hindley. Piganzoli quarto a 1’03” davanti a Pellizzari. A caratterizzare la frazione alpina di 133 chilometri con 4000 metri di dislivello una serie di sali e scendi. Una sequenza fino ai 1793 metri del traguardo in quota di Pila (Gressan), 16,5 km di ascesa finale al 7.1% medio di pendenza.
Tra gli attaccanti di giornata c’è Giulio Ciccone che tenta di risalire nella classifica della maglia azzurra. La VismaLease di Vingegaard però tiene alla perfezione il controllo. Eulalio si stacca ai meno nove, Ciccone viene ripreso ai meno cinque. Intanto la salita impenna fino all’ 11% di pendenza. Sotto un sole cocente e un pubblico in festa Jonas ipoteca la rosa.
Vingegaard dà l’impressione di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Sotto al traguardo trova pure il tempo di celebrare la vittoria con la consueta dedica alla famiglia. Alla moglie Trine e i loro due bambini.
«Il piano del team è riuscito alla perfezione – aggiunge Vingo – i compagni sono stati eccezionali. Ora posso cominciare a correre più in difesa, non ho bisogno di attaccare. Ci aspettano giorni molto duri. L’importante è portare questa rosa a Roma».
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