Kimi Antonelli vince il Gran Premio del Giappone e si prende la testa del Mondiale. Il pilota più giovane di sempre vince anche a Suzuka, sul circuito che ha consacrato i grandi della F1. La classifica del Mondiale ora vede il suo nome in cima a tutti con Russell staccato di 9 punti. È record. Nessuno infatti è mai stato tanto in alto a soli 19 anni.
In gara il bolognese della Mercedes non parte bene. Da primo passa a sesto in un attimo. «Devo migliorare le partenze – ha dichiarato Kimi -. Tuttavia non mi sono perso d’animo perché il passo era buono». Eppure da questo inizio disastroso è nata la vittoria. Complice la violentissima uscita di pista di Bearman al giro 23 con tanto di ingresso della safety car. L’incidente è avvenuto poco dopo il pit stop di Russell in quel momento al comando.
«L’ingresso della Safety Car mi ha permesso di fare il pit-stop e uscire davanti – dice Antonelli -. Alla ripartenza ho preso infine un bel vantaggio». Cambiare le gomme durante una corsa neutralizzata spesso comporta dei vantaggi. Per Kimi sono stati provvidenziali. Il recupero in pista avviene a discapito del compagno Russell, tutt’altro che disposto alla resa. «Mi sono divertito – dice Kimi -. Avevo un bel feeling con la macchina e avrei voluto spingere ancora ma dai box mi hanno tenuto al guinzaglio».
La dinamica dell’incidente è allarmante per questa F1 elettrificata. I piloti sono liberi di decidere in quale punto della pista mollare il gas per ricaricare la batteria. È ciò che ha fatto Franco Colapinto. Il pilota della Alpine riduce di colpo la velocità mentre Bearman lo seguiva a distanza ravvicinata. Il britannico si è visto poi costretto ad uscire fuori pista andando a sbattere contro le protezioni.
Anche se alla fine è andata bene, il pericolo rimane ed eliminarlo pare arduo. Sui tempi del recupero energia infatti, ciascuno fissa una propria strategia. Una metodica che mira a «spendere» la potenza elettrica nel punto più propizio e inatteso da un rivale.
«Noi piloti dobbiamo essere molto rispettosi – dice Kimi – bisogna evitare le manovre decise all’ultimo momento. Però non sempre ti accorgi di guadagnare un secondo in pochi metri».
In gara Piastri è secondo alla guida di una Mclaren in grado di sfruttare al meglio la cavalleria Mercedes. Russell invece è alle prese con Hamilton, in calo nel finale, e Leclerc. La lotta tra il monegasco e il britannico termina a vantaggio del ferrarista. Leclerc chiude il podio davanti a un Russell non proprio contento.

Grazie alla seconda vittoria consecutiva il pilota italiano entra così nella storia della F1. L’Italia aspettava da troppo tempo un talento del calibro di Kimi. La stoffa del pilota che sa buttare in pista una padronanza piena dentro una macchina vincente c’è.
Essere salito là in alto dopo aver vinto a Suzuka, un circuito che non perdona, chiede precisione e sangue freddo. Antonelli l’ha fatto con una naturalezza quasi insolente.
A una crescita così veloce corrisponde a una ridiscussione altrettanto rapida delle gerarchie nel team Mercedes. La domanda è cosa succede adesso. Fino a ieri George Russell era il punto di riferimento, quello su cui costruire. Oggi non più. Ora tocca a Toto Wolff decidere su chi puntare.
Wolff dovrà fare la scelta giusta perché la Formula 1 è uno sport che premia il merito. E il merito a volte, è una scelta che lascia ferite. Tra un mese, al ritorno in pista, Kimi troverà meno sorrisi e un compagno più ostile. Inizia un’altra storia, ma in palio c’è un Mondiale.
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