A questo Giro l’uomo da battere è Juan Ayuso. Lo spagnolo tiene in salita e ha pure la sparata nelle gambe.
Il ventiduenne spagnolo dell’UAE ora ha 4 secondi di distacco dalla maglia rosa. A 9 secondi, c’è il suo compagno di squadra Isaac Del Toro, messicano di 21 anni. Saranno loro, la spina nel fianco del “vecchio” Roglic. Lo sloveno con i suoi 35 anni e 7 mesi che punta a diventare il vincitore del Giro d’Italia più anziano di sempre.

La tappa di Tagliacozzo, in Abruzzo, dice però che Ayuso sembra essere più brillante di Roglic. Il giovane spagnolo sul finale del primo arrivo in montagna ha una marcia in più.
Juan in gruppo ha corso con intelligenza sfruttando il lavoro degli altri team. Sul finale di tappa poi è stato bravo a non rispondere agli attacchi di Ciccone e Bernal. Forse perché l’iberico sapeva di poter fare la differenza ai meno 500 metri dall’arrivo. Alle spalle di Ayuso chiude in piazza d’onore il compagno Del Toro.
Il portacolori della UAE, al debutto al Giro, vince e il capitano del team Tadej Pogacar si congratula. «La prima è sempre speciale, congratulazioni Ayuso. Complimenti anche a Del Toro».
L’arrivo di Tagliacozzo a quota 1425 metri, si è presentata con una salita di 12 chilometri e 663 metri di dislivello. La corsa si è accesa negli ultimi tre chilometri su pendenze in doppia cifra. L’andatura è stata molto veloce con la Ineos a tirare per Egan Bernal. Bene pure la Bahrain-Victorious in scorta ad Antonio Tiberi.
Roglic se l’è cavata con un quarto posto che gli è valso il ritorno in rosa, anche se non ha convinto del tutto. «Non ero lì, quando è partito Ayuso – dichiara lo sloveno -. Questi giovani sono scatenati mentre io ho molti più anni rispetto a loro. Indossare di nuovo la maglia rosa è un privilegio. Adesso ho intenzione di godermela».
Il 35enne sloveno ha perso un uomo chiave come Jai Hindley caduto nella frazione di Napoli. Ad ogni modo la Red Bull tiene alla grande grazie a Gianni Moscon e Giulio Pellizzari. «Sì, i ragazzi lavorano molto bene. So che posso contare su ognuno di loro, anche se quella di Hindley è una perdita dolorosa. Avrebbe avuto un ruolo chiave nella nostra strategia».
Oggi la corsa prevede un’altra giornata insidiosa tra Abruzzo e i Muri marchigiani. Domani sarà la volta della tappa sulle Strade Bianche e martedì c’è la cronometro tra Lucca e Pisa. Il Giro è ancora lungo e la sfida tra i big molto aperta.
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