«Sono scattato sul Sante Marie perché è il tratto dove si può fare la differenza. Se gli organizzatori lo avvicinano a Siena potrei partire meno lontano dall’arrivo e magari il pubblico si diverte di più».
La 20° edizione della Strade Bianche è stata la più veloce di sempre con Pogacar che batte se stesso. Nel 2025 lo sloveno fece segnare 40,705 km/h contro i 42,699 km/h di quest’anno.
Tadej Pogacar, 27 anni, è il re dello sterrato grazie ai suoi quattro trionfi alle Strade Bianche. Tra i suoi 109 successi in 8 stagioni spiccano 4 Tour de France, 1 Giro d’Italia. Oltre a 5 Lombardia, 3 Liegi, 2 Giri delle Fiandre, 2 Mondiali, 1 titolo europeo, 30 tappe nei grandi giri.

«Scegliere la Strade Bianche come debutto stagionale è stato un un azzardo. Lo avevo già fatto nel 2024, ma ha pagato – dice Tadej -. Il merito di questo successo va in parte al lavoro che svolgono i miei compagni. Senza di loro non riuscirei a realizzare ciò che faccio».
C’è polvere ovunque sullo sterrato di Monte Sante Marie, con un solo uomo al comando vestito d’arcobaleno. In quel momento il due volte campione del mondo pedala più forte di chiunque altro. Il suo attacco lo porta al trionfo in Piazza del Campo di Siena per la quarta volta. Lo sloveno firma così il terzo successo consecutivo alle Strade Bianche di Siena.
«Durante i chilometri finali ho lasciato un po’ di spazio per qualche mio pensiero personale. Ormai ero sicuro che non mi avrebbero più ripreso». Tuttavia chi cerca di riavvicinarsi è Paul Seixas. Il 19enne organizza l’inseguimento con Del Toro. Al termine della gara l’atleta transalpino conquista un secondo posto di enorme valore.
«Seixas e Del Toro vanno davvero forte – ammette Pogacar -. Mi danno la spinta per migliorare ancora e continuare a vincere. Loro non mi aspettano, come è giusto che sia. Seixas si era messo nella mia scia, e mi sono detto che dovevo dare tutto fino in cima al settore se volevo staccarlo. Paul è un corridore potente e credo che in questa stagione si parlerà tanto di lui».
Paul Seixas è riuscito a convincere la sua squadra a riservargli un posto per il Tour de France. A soli 19 anni è un’età cui nemmeno Tadej Pogacar ci ha provato. I francesi godono anche con Gregoire quarto, mentre l’Italia del ciclismo gioca da comparse. Vendrame, il migliore, 16° a 7’, l’annunciato talento Pellizzari a un quarto d’ora. I Team Polti e Solution Tech incapaci di portare un solo azzurro al traguardo.
Prossimo obiettivo per il campione del mondo è la Sanremo. «Per me è la corsa più difficile da vincere. Le velocità sono altissime, sulla Cipressa devi essere al centodieci per cento e sul Poggio ancora di più». Insomma la Classicissima è la più ostica per Tadej. Un rebus ossessionante di cui lo sloveno non ha ancora trovato la chiave.
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