POGACAR PIGLIATUTTO
«La maglia gialla è la più importante ma solo se la porti sui Campi Elisi». Tadej Pogacar dopo cinque tappe al Tour conquista la maglia gialla, quella a pois e la verde.
Mathieu Van der Poel era stato profetico a Rouen. «Domani a Caen perderò la maglia e la classifica avrà sembianze molto diverse». E così è stato.
Pogacar, in casacca a pois durante la cronometro arriva a quota 41 maglie gialle in carriera. Lo sloveno, oltre a sfilare la leadership ad un rassegnato Van der Poel, toglie a Jonathan Milan pure la verde.

In una giornata segnata da temperature miti e vento moderato, Tadej resiste al forcing del re delle crono, Remco Evenepoel. La notizia più eclatante è la prova disastrosa di Jonas Vingegaard.
«Non mi aspettavo che Vingegaard perdesse troppo da Evenepoel o di trovarmi molto davanti a lui», ha dichiarato poi lo sloveno.
Lo scalatore danese giunge 13° al traguardo, a 1’22” dal campione olimpico e mondiale Evenepoel e 1’05” da Pogacar. Alla Visma si aspettavano una perfetta prova contro il tempo come al Delfinato.
Non a caso l’11 giugno, a Montlucon, nei 17,4 km della crono del Delfinato, Tadej aveva preso 28” da Vingegaard. Al contrario ieri si è visto il danese incapace di sprigionare potenza. La causa forse è da attribuire a una posizione scomposta di Jonas in sella alla bici.
Cosa è cambiato dopo 30 giorni dall’ultima crono del Delfinato? A riguardo risponde Pogacar. «Al Delfinato avevo impostato un ritmo sbagliato. Poi insieme al mio staff abbiamo deciso di correggere alcuni dettagli. In seguito a diverse prove con la bici da crono a Isola 2000 ho ripreso fiducia. A Caen ho impostato subito un bel ritmo. E quando via radio mi dicevano che non stavo perdendo troppo da Remco, la mia motivazione è cresciuta».
Gioia e rimpianti per il vincitore di giornata Evenepoel. Il belga domina a 54 di media ed è secondo in classifica generale. Il campione olimpionico maledice i 39” persi a Lilla nel ventaglio.
«Sinceramente mi aspettavo di guadagnare più tempo su Pogacar, ma questa crono conferma che Tadej è il migliore di tutti. Quando deve far risultato lo fa e la cosa lo rende l’uomo da battere. Non so se lascerà la maglia oppure vorrà tenerla. Sarà difficile staccarlo, potrebbe attaccare anche domani. Un giorno verrò qui al Tour a vincere la corsa, ma quest’anno è ancora troppo presto».
Oggi si arriva a Vire dopo aver scollinato su sei gpm: cinque di terza e uno di quarta categoria. L’ultimo a 4,4 km dall’arrivo con uno strappo del 15%. Possibili nuovi agguati? Staremo a vedere.
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